

All’interno della Casa Museo Antonino e Maria Murmura, si custodite le memorie del poeta dannunziano Pasquale Enrico Murmura.
Pasquale Enrico Murmura nasce a Monteleone (oggi Vibo Valentia) nel 1903 da Antonio (Antonino) Murmura e Maria Molè e trascorre la sua breve esistenza tra gli studi classici e le letture in francese della sua piccola, ma significativa biblioteca personale che costitutiva un ampliamento e una appendice di quella più cospicua raccolta di volumi realizzata dal padre, avvocato e sindaco di Monteleone. Altrettanto importannte era la famiglia materna, la madre Maria Molè era infatti, figlia di Enrico Molè, presidente della corte d’Appello di Napoli nella metà dell‘800 e zia di Enrico Molè, avvocato, giornalista e senatore del Regno d’Italia, successivamente eletto come indipendente di sinsitra al Senato della Repubblica italiana.
Molto determinante per la sua formazione fu la frequenza del Regio Liceo Filangeri, dove Pasquale Enrico studiò con particolare passione le lingue classiche e il francese che traduce con grande facilità e competenza. Dai suoi appunti e dalle sue opere poetiche emerge chiaramente la sua preferenza per i classici greci quali Omero, Alceo, Simonide, Saffo, Eschilo ed Euripide, autori che Pasquale Enrico traduce e interpreta liberamente.
Importanti furono i rapporti amicali con giovani coetanei del luogo, ma anche con artisti e poeti di fama. Tra i primi possiamo annoverare Diego Di Francia, cui inviò versi ardenti da Riviera del Gardone e Francesco Antonio Ferrari, che gelosamente custodì i segreti più intimi di Pasquale Enrico e a cui, in virtù delle sue doti letterarie e delle profonda unità di pensiero, fu affidato l’incarico di scrivere l’elogio funebre in occasione della morte prematura del poeta avvenuta nell’agosto del 1924. Tra i secondi, Gabriele D’Annunzio e l’artista napoletano Vincenzo Gemito. Con D’Annunzio ci fu uno scambio di telegrammi (conservati nell’archivio della Casa Museo) e sappiamo anche che Pasquale Enrico lo visitò presso la sua residenza di Riviera del Gardone; quanto a Gemito, il rapporto molto stretto tra i due è testimoniato dal ritratto che Gemito fece del poeta e da una foto con dedica che gli fu regalata.
ELENCO OPERE DI PASQUALE ENRICO MURMURA
Versi
Ad Hipponion
A Dante
A Gabriele D’Annunzio
Canto d’Aprile
La notte di Krane
(Helena)
(Priamo)
La notte di Achille
Hettore ed Andomache (da Omero)
Prose
Il trittico del Genio: Il mito avvenire; il rogo nell’ombra; l’aurora sui culmini
L’aedo di Cristo
Dante
I ciechi di Caravaggio
Tucci e il pensiero dell’Estremo Oriente
Antologia da uno Zibaldone
Paolo Orano: un interprete dei tempi nuovi
Le voci dell’abbisso
Romanzo
L‘inerte
Nella Casa Museo è stato riproposto lo studio del poeta con i sui ricordi, le sue opere e la sua biblioteca, ma anche il ritratto del 1923 a firma di Vincenzo Gemito .
La sua storia è stata ricostruita in un documentario prodotto dalla Fondazione Murmura, dal titolo “Il giovane solitario“.